Ricerca ed acquisto di beni e servizi per le Pubbliche Amministrazioni alla luce delle recenti disposizioni normative.

MEFE’ interesse dello Stato avere il giusto controllo della spesa pubblica attraverso un’oculata scelta dei fornitori, per contenere il prezzo dei servizi mantenendo una qualità di erogazione di alto livello. Nel tempo si sono visti approcci altalenanti al tema: ogni “epoca” dà frutto alle sue idee, che passano di moda e a volte ritornano. Dopo il centralismo figlio degli anni 50 ed il decentramento degli anni 90 che ha moltiplicato i centri di spesa e la spesa irrazionale, il modello verso il quale si tende oggi, quello delle centrali di acquisto, sembra essere una sintesi dei due precedenti. Ad una centrale unica nazionale, la Consip, si stanno ora affiancando diverse altre centrali di acquisto sul territorio (almeno sulla carta, e con le dovute differenziazioni).

Ma quali sono i problemi delle norme che regolano gli acquisti? Principalmente, l’eccessiva frammentazione normativa, che impedisce di fatto di avere un quadro chiaro ed indiscutibile delle previsioni applicabili. Senza contare altri fattori quali la discrezionalità (forse troppo ampia in alcuni casi) del decisore pubblico, con clausole escludenti che poco hanno a che vedere con la reale qualità dell’offerta.

Alla luce delle recenti evoluzioni normative e regolamentari, Consip, dimostra di non avere più l’esclusiva indiscriminata sul mercato per gestire l’acquisto centralizzato di beni e servizi.  Il Ministero dell’Economia e Finanze, con l’importante circolare del 25 agosto 2015, ha finalmente chiarito i casi nei quali Consip non è più la via obbligatoria. In poche parole, sussiste sempre il vincolo di acquisto solo per le utilities quali luce, gas, carburanti, telefonia. Per tutti gli altri servizi, invece, è possibile scegliere vie alternative a Consip, purché venga garantito sotto il profilo economico, il rispetto dei parametri di qualità e prezzo dell’offerta Consip.

Sempre un maggior numero di regioni si è dotato di piattaforme di interscambio, vetrine promozionali ove si possa realizzare l’incontro tra domanda e offerta.  Un esempio virtuoso? Arca Sintel della Regione Lombardia che è utilizzata da gran parte degli enti del territorio, ed è utilizzabile non solo come vetrina, ma anche come piattaforma di svolgimento delle gare con tracciatura delle transazioni  sia a garanzia di controllo e di consolidamento economico  che  come flusso per la gestione della procedura (ad esempio, l’intero work-flow operativo per il bando per i Servizi di Salute e Sicurezza sul Lavoro della Regione Lombardia è stato tracciato su Sintel, registrazione dei concorrenti, apertura delle buste – elettroniche, gestione dei punteggi, con risparmio di carta e massima trasparenza).  Questo era l’esempio della da sempre virtuosa Lombardia ma  ne esistono diversi su  tutto il  territorio: DCA  nel il Lazio, Intercent-ER in Emilia Romagna e  START per la Toscana.